Progetto di Vita Individuale 2026: Cos'è, Come Funziona e Come Richiederlo (D.Lgs. 62/2024, Art. 18)
- Domenico Raffaele Addamo
- 3 giorni fa
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Introduzione
Per decenni, il sistema italiano di valutazione della disabilità si è basato su un modello esclusivamente medico: una commissione leggeva i referti, applicava le tabelle del D.M. 5 febbraio 1992 e assegnava una percentuale. La persona veniva ridotta a una diagnosi e a un numero. Il Decreto Legislativo n. 62 del 3 maggio 2024 ha cambiato radicalmente questa impostazione, introducendo il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato: uno strumento che per la prima volta mette al centro non la patologia, ma la persona, i suoi obiettivi e i suoi desideri di vita. In questo articolo spieghiamo cos'è il Progetto di Vita, come funziona, chi può richiederlo e perché rappresenta una rivoluzione per milioni di cittadini con disabilità.
Il cambio di paradigma: dal modello medico al modello bio-psico-sociale
Il D.Lgs. 62/2024 recepisce i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ratificata dall'Italia con la Legge n. 18/2009) e della Classificazione Internazionale del Funzionamento, Disabilità e Salute (ICF) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità. Secondo il nuovo modello, la disabilità non è una caratteristica individuale determinata dalla patologia, ma il risultato dell'interazione tra le condizioni di salute della persona e le barriere ambientali, sociali e istituzionali che ne limitano la partecipazione. Questo passaggio concettuale ha conseguenze profonde sull'intero sistema di accertamento e di sostegno.
Cos'è il Progetto di Vita individuale (Art. 25, D.Lgs. 62/2024)
L'articolo 25 del D.Lgs. 62/2024 disciplina il Progetto di Vita individuale, personalizzato e partecipato. Si tratta di un documento programmatico che definisce gli obiettivi di vita della persona con disabilità e i sostegni necessari per raggiungerli. Il Progetto di Vita non sostituisce le prestazioni economiche esistenti (pensione di invalidità, assegno, indennità di accompagnamento), ma le integra e le supera, collocandole all'interno di un percorso organico di inclusione.
Gli elementi fondamentali del Progetto di Vita sono: l'analisi del funzionamento della persona secondo i criteri ICF, la definizione degli obiettivi personali nei diversi ambiti di vita (lavoro, casa, relazioni, tempo libero), l'individuazione dei sostegni necessari (economici, professionali, sociali, tecnologici) e l'integrazione delle risorse attraverso il cosiddetto budget di salute.
La valutazione multidimensionale e il ruolo della UVM
Il percorso verso il Progetto di Vita passa attraverso una valutazione multidimensionale condotta dall'Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM). La UVM è un organismo multidisciplinare che include figure sanitarie, sociali e, dove necessario, educative. La sua funzione è analizzare la persona non limitandosi ai referti clinici, ma considerando l'intero spettro del funzionamento: le capacità, le performance, le facilitazioni e le barriere presenti nell'ambiente di vita.
L'accertamento si articola in fasi progressive: una prima fase di accertamento di base, che definisce la condizione di disabilità secondo i nuovi criteri semplificati; una seconda fase di valutazione multidimensionale vera e propria; e una terza fase di elaborazione del Progetto di Vita, in cui la persona partecipa attivamente alla definizione dei propri obiettivi. La disciplina organizzativa delle UVM spetta alle singole Regioni, il che implica possibili differenze territoriali nell'attuazione.
Come richiedere il Progetto di Vita
Il Progetto di Vita è attivato su istanza di parte: deve essere la persona con disabilità, o un suo familiare, a richiederne l'elaborazione. Non viene assegnato d'ufficio dall'INPS o dalla ASL. La domanda va presentata presso le strutture competenti della propria ASL o attraverso i canali telematici che saranno attivati nelle province in sperimentazione. Attualmente, la sperimentazione è attiva in tutte le province che hanno partecipato alle prime tre fasi della riforma, con l'obiettivo di estendere il sistema a tutto il territorio nazionale dal 1° gennaio 2027.
Cosa cambia per chi ha già un riconoscimento di invalidità
La riforma non cancella i diritti acquisiti. Chi possiede già un riconoscimento di invalidità civile, handicap ai sensi della Legge 104/1992 o qualsiasi altra certificazione preesistente mantiene intatti i propri diritti e le proprie prestazioni. Il Progetto di Vita rappresenta uno strumento aggiuntivo, non sostitutivo. Chi desidera può richiedere la valutazione multidimensionale per accedere a forme di supporto più personalizzate e integrate, senza rischiare di perdere ciò che già possiede.
Tre domande frequenti (FAQ)
D: Il Progetto di Vita sostituisce la pensione di invalidità?
R: No. Il Progetto di Vita non sostituisce le prestazioni economiche esistenti. Le integra all'interno di un percorso organico che può includere sostegni professionali, sociali, tecnologici e il budget di salute. La pensione, l'assegno e l'indennità di accompagnamento restano in vigore.
D: Posso richiedere il Progetto di Vita anche se non vivo in una provincia in sperimentazione?
R: Attualmente il Progetto di Vita è operativo solo nelle province che partecipano alla sperimentazione della riforma (tre fasi: 9 + ulteriori province + 40 nuove dal 1° marzo 2026). Il passaggio a regime per tutto il territorio nazionale è previsto dal 1° gennaio 2027. Se la tua provincia non è ancora coinvolta, potrai richiedere il Progetto di Vita a partire da quella data.
D: Chi decide gli obiettivi del Progetto di Vita?
R: Gli obiettivi sono definiti insieme alla persona con disabilità. L'articolo 25 del D.Lgs. 62/2024 prevede espressamente che il progetto sia «partecipato»: la persona non è un soggetto passivo, ma un protagonista attivo. La UVM propone, analizza e supporta, ma la decisione finale sugli obiettivi di vita spetta alla persona stessa o ai suoi familiari. Il fine ultimo, come stabilisce la Convenzione ONU, è garantire alla persona con disabilità di vivere su base di uguaglianza con gli altri.
Conclusione
Il Progetto di Vita rappresenta la conquista più significativa della riforma della disabilità introdotta dal D.Lgs. 62/2024. Per la prima volta, la legge italiana riconosce che la disabilità non si esaurisce in una percentuale e che ogni persona ha diritto a un percorso di inclusione costruito sulle proprie aspirazioni. Lo Studio Legale RAFFAELE ADDAMO è al fianco dei cittadini per accompagnarli nella comprensione di questo nuovo strumento e nella formulazione dell'istanza. Se vuoi saperne di più, seguici su e resta aggiornato: la riforma è appena iniziata.





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