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Piano d'Azione Triennale Disabilità 2026-2028 e Terza Fase Sperimentale: tutto quello che devi sapere

  • Immagine del redattore: Domenico Raffaele Addamo
    Domenico Raffaele Addamo
  • 5 giorni fa
  • Tempo di lettura: 5 min

Una riforma che non è solo sulla carta

Il 10 marzo 2026, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Piano d'Azione Triennale per la promozione dei diritti e l'inclusione delle persone con disabilità 2026-2028. Una data che non è passata inosservata per chi segue la riforma della disabilità in Italia — perché questo Piano non è un documento programmatico generico, ma lo strumento operativo che dà concretezza alla riforma introdotta dal Decreto Legislativo n. 62 del 3 maggio 2024, in attuazione della legge delega n. 227/2021.

Se hai una disabilità, se hai un familiare con disabilità, o se ti occupi di questo tema per lavoro, questo articolo è scritto per te. Vedremo cos'è il Piano, cosa prevede, cosa sta già cambiando nelle province in sperimentazione, e cosa significa tutto questo per chi ha già una certificazione.


Il contesto normativo: D.Lgs. 62/2024 e il Piano Triennale

Il Decreto Legislativo n. 62/2024 rappresenta la prima riforma organica della disabilità in Italia da decenni. La sua filosofia di fondo è radicale rispetto al passato: abbandonare la logica delle "categorie" e dei codici di diagnosi come unico metro di valutazione, per adottare un approccio multidimensionale che tenga conto non solo delle limitazioni, ma anche delle aspirazioni, dei bisogni e del contesto di vita della persona.

Lo strumento centrale di questa nuova filosofia è il Progetto di Vita Individuale e Personalizzato: un documento costruito insieme alla persona con disabilità e alla sua famiglia, che integra tutti gli interventi necessari — sanitari, sociali, educativi, lavorativi, di autonomia — in un percorso coerente e coordinato. Il Piano d'Azione Triennale 2026-2028, approvato il 10 marzo 2026, è la bussola che guida l'attuazione di questo percorso su tutto il territorio nazionale, in coerenza con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e con la L. 227/2021.


La terza fase sperimentale: 60 province

Dal 1° marzo 2026, la sperimentazione del D.Lgs. 62/2024 è entrata nella sua terza fase, con un'estensione significativa:

  • Prima fase (dal 1° gennaio 2025): 9 province coinvolte

  • Seconda fase (dal 30 settembre 2025): 11 province aggiuntive, incluse la Regione autonoma Valle d'Aosta e la Provincia autonoma di Trento

  • Terza fase (dal 1° marzo 2026): altre 40 province

  • Totale: 60 province su tutto il territorio nazionale

Nelle province in sperimentazione, il nuovo sistema di accertamento è già operativo. Questo significa che:

  • L'accertamento della condizione di disabilità è svolto dalle Unità di Valutazione di Base (UVB), organi collegiali in capo all'INPS che sostituiscono le tradizionali commissioni medico-legali.

  • Il certificato medico introduttivo trasmesso dal medico di base o dallo specialista all'INPS diviene l'unico strumento di avvio del procedimento. Il cittadino non deve presentare una domanda amministrativa separata — il procedimento parte in automatico.

  • Il Budget di Progetto, previsto dall'articolo 28 del D.Lgs. 62/2024, funge da contenitore unitario di tutte le risorse disponibili — sanitarie, sociali, educative, di supporto informale — per sostenere il percorso di autonomia e inclusione della persona.


Le novità per la previdenza: pensioni e reversibilità

Il Piano d'Azione Triennale non si occupa solo del Progetto di Vita nel senso stretto del termine, ma affronta anche temi previdenziali connessi alla disabilità, inserendoli tra le priorità di intervento.

Revisione dei requisiti pensionistici. Tra gli obiettivi vi è la rideterminazione dei requisiti anagrafici e assicurativi per l'accesso alla pensione dei lavoratori con disabilità. L'attuale sistema applica automaticamente gli adeguamenti dell'età pensionabile all'aspettativa di vita generale — un meccanismo che penalizza chi, a causa della disabilità, ha un'aspettativa di vita effettiva differente o condizioni di lavoro più gravose. Il Piano prevede un superamento di questa logica rigida, con requisiti pensionistici modulati sulla condizione specifica di disabilità.

Pensione di reversibilità e lavoro. Un tema di grande rilevanza pratica riguarda i figli con disabilità che lavorano. Nel sistema attuale, alcune tipologie di lavoro o contratto possono condizionare — o addirittura far perdere — il diritto alla pensione di reversibilità del genitore. Questa situazione crea un paradosso: l'inserimento lavorativo, che la riforma promuove come obiettivo centrale, si traduce in una penalizzazione economica. Il Piano prevede interventi normativi per eliminare questi limiti e garantire che l'inclusione lavorativa non comporti la perdita di una tutela fondamentale come la reversibilità.


Cosa cambia per chi ha già una certificazione

Questa è la domanda più frequente: se ho già una certificazione di invalidità civile, devo rifare tutto? La risposta è no — ma con un chiarimento importante.

La sperimentazione riguarda i nuovi procedimenti avviati nelle province coinvolte. Le certificazioni già rilasciate mantengono la loro validità. Il cittadino non è obbligato a rientrare nel nuovo sistema finché non sia giunto naturalmente il momento del rinnovo o di una nuova domanda.

Quello che cambia gradualmente è il sistema di valutazione per i nuovi accertamenti e per i rinnovi: le UVB applicano i nuovi criteri multidimensionali, e la prospettiva è che il Progetto di Vita individuale diventi lo strumento ordinario per tutti. L'obiettivo dichiarato nei documenti ufficiali è la generalizzazione del sistema al 1° gennaio 2027 su tutto il territorio nazionale — obiettivo condizionato al buon esito della sperimentazione e alla disponibilità delle risorse.


Riferimento normativo preciso

  • D.Lgs. 3 maggio 2024, n. 62 — Riforma della disabilità in attuazione della L. 227/2021

  • Art. 28, D.Lgs. 62/2024 — Budget di Progetto

  • L. 23 giugno 2021, n. 227 — Legge delega per la riforma della disabilità

  • Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (CRPD) — ratificata dall'Italia con L. 18/2009


3 FAQ

FAQ 1 — Il Piano d'Azione Triennale è la stessa cosa del Progetto di Vita individuale? No. Il Progetto di Vita individuale è lo strumento personalizzato costruito per ogni singola persona con disabilità, che raccoglie obiettivi, bisogni e interventi specifici. Il Piano d'Azione Triennale è invece il documento di policy approvato dal Governo che stabilisce le priorità, le risorse e il calendario per attuare la riforma su tutto il territorio nazionale. Il Piano è, in senso lato, la cornice; il Progetto di Vita è il contenuto personalizzato per ogni persona.

FAQ 2 — Se vivo in una provincia non ancora in sperimentazione, devo aspettare il 2027? In linea di principio sì: nelle province non ancora coinvolte dalla sperimentazione, il vecchio sistema di accertamento continua a operare. Tuttavia, è possibile che alcune componenti della riforma — come modifiche ai moduli di domanda o aggiornamenti procedurali dell'INPS — abbiano già effetti indiretti anche al di fuori delle province in sperimentazione. È consigliabile monitorare le comunicazioni INPS e gli aggiornamenti istituzionali.

FAQ 3 — Il Budget di Progetto si aggiunge alle prestazioni che già ricevo, o le sostituisce? Il Budget di Progetto è concepito come uno strumento di integrazione e non di sostituzione: unifica le risorse già esistenti (sanitarie, sociali, educative) in un quadro coordinato, ma non elimina le prestazioni economiche INPS già in godimento (come l'indennità di accompagnamento o la pensione di invalidità). L'obiettivo è evitare la frammentazione degli interventi, non ridurre i sostegni economici.


Il Piano d'Azione Triennale 2026-2028 rappresenta il passo più concreto verso l'attuazione di una riforma che aspettava da decenni. Sessanta province già operative, nuovi organismi di valutazione, un approccio centrato sulla persona e non solo sulla diagnosi: i cambiamenti sono reali. La strada verso la generalizzazione del sistema al 2027 è ancora lunga — ma il cammino è avviato.



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