ISEE 2026 per Prestazioni Familiari e Inclusione: come funziona il nuovo calcolo, franchigie emaggiorazioni per disabilità
- Domenico Raffaele Addamo
- 5 giorni fa
- Tempo di lettura: 4 min
Ogni anno milioni di famiglie italiane presentano la Dichiarazione Sostitutiva Unica — la DSU —per ottenere la certificazione ISEE e accedere alle prestazioni sociali collegate. Ma dal 2026 c'è una novità importante che molte famiglie ignorano: accanto all'ISEE tradizionale, esiste un nuovo strumento di calcolo pensato appositamente per chi ha figli e per le persone con disabilità. Si chiama "ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione", ed è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2026. Il suo obiettivo è ridurre l'indicatore per chi riceve l'Assegno Unico, aumentare le franchigie sulla prima casa e garantire un accesso più equo ai bonus e alle agevolazioni. Se appartieni a queste categorie, leggere questo articolo potrebbe significare più soldi in tasca ogni mese.
Cos'è e perché è stato introdotto
Fino al 2025, l'Assegno Unico e Universale (AUU) non concorreva alla formazione del reddito complessivo IRPEF, ma influiva — in varie forme — sull'indicatore ISEE. Il risultato pratico era paradossale: le somme ricevute come sostegno per i figli alzavano l'ISEE e facevano perdere ad alcune famiglie l'accesso ad altri benefici collegati all'indicatore (bonus nido, agevolazioni mense scolastiche, sconti sulle utenze).
La Legge di Bilancio 2026, all'articolo 1, comma 208, ha istituito il nuovo "ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l'inclusione" per correggere questa distorsione. L'INPS ha dato attuazione alla riforma con i Messaggi n. 102/2026 e n. 799 del 6 marzo 2026, approvando i nuovi modelli di DSU e le istruzioni operative.
Come funziona il nuovo calcolo: le principali novità
Il nuovo ISEE non sostituisce quello tradizionale: si affianca ad esso. A partire dalle DSU presentate dal 1° gennaio 2026, il sistema genera automaticamente — se ne ricorrono i presupposti — anche questa attestazione specifica.
Le principali differenze rispetto al calcolo ordinario sono tre.
1. Attenuazione dell'impatto dell'Assegno Unico.
Le somme percepite a titolo di Assegno Unico e di altri trasferimenti a favore dei figli concorrono in misura ridotta — o non concorrono affatto— alla formazione del nuovo indicatore. Il risultato è che il valore di questo ISEE risulta tendenzialmente più basso rispetto a quello tradizionale per le famiglie che percepiscono l'Assegno Unico.
2. Franchigie più ampie sull'abitazione principale.
La componente patrimoniale dell'abitazione principale, al netto del mutuo residuo, è esclusa dal calcolo fino a 91.500 euro. Per gli immobili
situati nei Comuni capoluogo delle Città metropolitane, questa soglia sale fino a 120.000 euro.
3. Maggiorazioni per nuclei numerosi.
Per ogni figlio convivente successivo al primo, è riconosciuta una franchigia aggiuntiva di 2.500 euro, con un effetto riduttivo sull'indicatore che cresce al crescere della famiglia.
Le maggiorazioni Assegno Unico per i figli con disabilità nel 2026
Per i nuclei che includono un figlio con disabilità, la riforma si affianca a un sistema di maggiorazioni mensili dell'Assegno Unico già esistente, aggiornato per il 2026 a seguito della rivalutazione ISTAT dell'1,4% (indice FOI) comunicata dall'INPS con la Circolare n. 7 del 30gennaio 2026. Queste maggiorazioni sono fisse e indipendenti dall'ISEE.
Maggiorazione per non autosufficienza: 122,30 euro
Maggiorazione disabilità grave (art. 3, c. 3, L. 104/92): 110,60 euro
Maggiorazione disabilità media_ 99,10 euro
Franchigia prima casa — standard: 91.500 euro
Franchigia prima casa — Città metropolitane: 120.000 euro
Franchigia aggiuntiva per figlio convivente (dal 2° in poi): +2.500 euro per figlio
Scadenza DSU per arretrati da marzo 2026: 30 giugno 2026
La scadenza critica: il 30 giugno 2026
Il 2026 segna un passaggio operativo cruciale. A partire dalla mensilità di marzo 2026, l'INPS utilizza l'ISEE 2026 come parametro di riferimento per la determinazione degli importi dell'Assegno Unico. Le mensilità di gennaio e febbraio continuano invece a essere calcolate sulla base dell'ISEE in vigore al 31 dicembre 2025.
Riguardo agli arretrati, la disciplina applicativa prevede due scenari:
DSU presentata entro il 30 giugno 2026: il diritto agli arretrati è garantito per tutte le mensilità a partire da marzo 2026. L'INPS ricalcola l'importo dell'Assegno Unico e riconosce le differenze dovute dal mese di marzo in poi.
DSU presentata dopo il 30 giugno 2026: l'INPS adegua l'importo dell'Assegno Unico al nuovo ISEE, ma il ricalcolo opera solo per i mesi successivi alla presentazione. Non si ha diritto agli arretrati relativi al periodo marzo-giugno 2026.
Il messaggio è chiaro: presentare la DSU 2026 prima del 30 giugno non è solo opportuno — è economicamente rilevante.
Come fare domanda e a chi rivolgersi
La DSU si presenta attraverso il sito INPS, i CAF abilitati o i patronati. Per le famiglie con persone con disabilità, è particolarmente importante verificare che la DSU precompilata rifletta correttamente la situazione reddituale e patrimoniale del nucleo, e che venga richiesta l'attestazione specifica per prestazioni familiari e inclusione.
Il nuovo ISEE 2026 per prestazioni familiari e per l'inclusione è uno strumento pensato per dare più equità alle famiglie con figli e alle persone con disabilità. Ma funziona solo se si agisce per tempo. Il 30 giugno 2026 è la data da non dimenticare. Seguici sui nostri canali per altri aggiornamenti su questa e altre prestazioni INPS — e condividi questo contenuto con chi potrebbe averne bisogno.





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