top of page

Assegno Ordinario di Invalidità 2026: Integrazione al Minimo a 611,85 Euro – Come Richiederla

  • Immagine del redattore: Domenico Raffaele Addamo
    Domenico Raffaele Addamo
  • 3 giorni fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Dopo anni di discriminazione tra lavoratori «retributivi» e «contributivi», la Corte Costituzionale ha messo la parola fine con la sentenza n. 94/2025: negare l'integrazione al trattamento minimo dell'assegno ordinario di invalidità solo perché il lavoratore ha iniziato a versare contributi dopo il 1995 è illegittimo. La Circolare INPS n. 20 del 25 febbraio 2026 ha dato attuazione a questa pronuncia, stabilendo importi, requisiti e modalità operative. In questo articolo spieghiamo tutto ciò che serve sapere per ottenere l'aumento e recuperare gli arretrati.


Cos'è l'assegno ordinario di invalidità (AOI)

L'assegno ordinario di invalidità è una prestazione economica riconosciuta dall'INPS ai lavoratori dipendenti o autonomi che presentano una riduzione permanente della capacità lavorativa pari o superiore a due terzi (67%). A differenza della pensione di inabilità — riservata a chi è nell'impossibilità totale e permanente di lavorare — l'AOI è compatibile con lo svolgimento di un'attività lavorativa residua. L'assegno ha durata triennale, è soggetto a conferma e, al raggiungimento dell'età pensionabile, viene trasformato d'ufficio in pensione di vecchiaia.


La sentenza della Corte Costituzionale n. 94/2025

Prima della sentenza 94/2025, il sistema previdenziale italiano operava una distinzione netta: i lavoratori il cui primo contributo era antecedente al 1° gennaio 1996 (sistema retributivo o misto) godevano dell'integrazione al trattamento minimo, mentre quelli entrati nel mercato del lavoro dopo tale data (sistema contributivo puro) ne erano esclusi. La Consulta ha dichiarato questa discriminazione incostituzionale, affermando che lo stato di invalidità non cambia in funzione del regime contributivo del lavoratore.


Importi e requisiti per il 2026

La Circolare INPS 20/2026 ha fissato l'importo del trattamento minimo per il 2026. Di seguito la tabella sintetica con i parametri aggiornati:

Parametro

Valore 2026

Importo minimo garantito

611,85 € mensili (x 13 mensilità)

Soglia reddito personale

Integrazione piena se inferiore alla soglia annuale prestabilita

Soglia reddito coniugale

Si tiene conto del reddito cumulativo del nucleo coniugale

Decorrenza arretrati

Dal 10 luglio 2025 (entrata in vigore della sentenza)

Rivalutazione 2026

Coefficiente +1,4% su prestazioni previdenziali e assistenziali


La domanda di ricostituzione reddituale: perché è indispensabile

L'aspetto più critico dell'intera vicenda è che l'integrazione al minimo non viene erogata automaticamente dall'INPS se l'Istituto non dispone di dati reddituali aggiornati. In molti casi, l'INPS sospende l'integrazione o non la liquida affatto fino alla presentazione di una domanda di ricostituzione reddituale. Si tratta di una procedura che consente di aggiornare la posizione contributiva e reddituale dell'assicurato, permettendo il ricalcolo della prestazione e il recupero degli arretrati spettanti a partire dal 10 luglio 2025.

Senza questa domanda, il lavoratore invalido rischia concretamente di non ricevere l'aumento e di perdere mesi di arretrati che gli spettano di diritto.


Trasformazione in pensione di vecchiaia: attenzione ai contributivi

L'assegno ordinario di invalidità, al compimento dell'età pensionabile, viene trasformato d'ufficio in pensione di vecchiaia. Tuttavia, per chi è nel sistema contributivo puro, questa trasformazione non garantisce automaticamente il mantenimento dell'integrazione al minimo. È necessario possedere determinati requisiti reddituali al momento del passaggio. Si tratta di un aspetto tecnico che richiede una valutazione caso per caso e che può fare la differenza tra centinaia di euro in più o in meno ogni mese.


La sentenza della Corte Costituzionale e la Circolare INPS 20/2026 hanno aperto una finestra importante per tutti i titolari di assegno ordinario di invalidità nel sistema contributivo. Ma i diritti si esercitano solo se si conoscono. Il primo passo concreto è presentare la domanda di ricostituzione reddituale all'INPS, verificando che tutti i dati reddituali siano aggiornati. Il secondo è controllare la decorrenza degli arretrati e assicurarsi che l'integrazione sia stata correttamente applicata. Per qualsiasi dubbio, seguici: siamo qui per tradurre il linguaggio INPS in parole che tutti possono capire.



Commenti


bottom of page